GODOT

Godot è partito.
Viaggia nei miei ricordi, nei miei occhi, nelle mie "creature".
Aspetto che ritorni a cantarmi dentro.
Lo incontrai quando mi accorsi di non essere spettatrice.
Ora conviviamo. L’unico con il quale potrei convivere.
Ora conviviamo. Tolleranti quando ci separiamo.
Ora conviviamo. Densi e traboccanti quando ci ricongiungiamo.
Godot è.
Quando vuole la sua anima e il suo corpo, si veste di me.
Godot è un camaleonte. Si colora dei miei occhi, delle mie mani, del mio tatto.
Parliamo.
E’ la mia luccicanza. E’ l’altra me stessa. La tenia. L’autosufficienza interiore.
Godot è.
Creazione e nutrimento.
La prima volta mi venne incontro con una torcia in mano, illuminò nel buio la densità.
Densità, magma esplosivo che mi avvolgeva e mi comprendeva.
La prima volta mi venne incontro emettendo suoni musicali di spazi caldi, luminosi e fosforescenti.
Mi aprii per succhiare e spremere.
Per succhiarmi e spremermi.
Sentii il seme penetrarmi. Lo sentii scorrermi dentro denso e bruciante.
Germinazione. Fioritura. Mi nutro del seme.
Godot è.

Segue ...